Pillola #9: Sapienza ed Esperienza mi conducono all’Essenza

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

Ho letto il mio primo libro “strano” quando avevo 13 anni. Me lo ricordo ancora: I Segreti dell’Aura, di T. Lobsang Rampa. Il titolo dice tutto 🙂

Era un libro abbastanza pratico, che mi invitava a sperimentare. Da allora non so quanti libri ho letto, sugli argomenti più disparati, ma sempre legati al mondo dell’esoterismo, della medicina olistica e della crescita personale. Quello che mi piace di più sono i manuali, i saggi, i libri che arricchiscono la mia conoscenza e mi permettono di farne esperienza. D’altro canto ho letto pochissimi romanzi e quei pochi che leggevo trattavano comunque tematiche legate alla ricerca interiore e alla spiritualità.

A parte una piccola parentesi adolescenziale in cui leggevo i romanzi “di paura” di Stephen King. Sinceramente non ho mai capito cosa mi affascinasse davvero di questo scrittore e dei romanzi che scriveva… Da un lato forse era la sua capacità di proiettarmi in un mondo così reale da poterlo toccare. Scriveva maledettamente bene. La sua scrittura ipnotica mi teneva agganciato al libro dalla prima all’ultima pagina e mi faceva provare emozioni fortissime. E poi lo zio Stephen aveva la faccia buona.

Col senno di poi direi all’adolescente di allora: “ma che diamine stai leggendo?!? Lascia perdere…”, ma forse è stato utile anche questo; di certo inevitabile 🙂

Tutti i libri che leggevo mi permettevano di accumulare una grande quantità di “sapere”. Questo nuovo “sapere” mi rendeva sempre più curioso, sempre più aperto e possibilista, ma di fatto non cambiava molto la mia condizione. Ben presto l’euforia di esplorare nuovi mondi cedeva il posto alla frustrazione di non poterne parlare con i miei amici di sempre, che non capivano (o non volevano ascoltare) quello che tentavo di condividere con loro. Non mi sentivo più parte del vecchio mondo, ma non facevo ancora parte del nuovo, perché di fatto nella mia testa avevo solo tante nuove idee e tanta confusione.

Nonostante ciò, l’aspetto che non mi faceva demordere era qualcosa che risuonava in me. Quelle cose che io leggevo per la prima volta, io già le sapevo! Sì, erano già dentro di me, le avevo solo, non so come… dimenticate! Ma sentivo che erano vere.

Dovevo saperne di più, leggere libri non mi bastava più.

E così ho cominciato a partecipare a seminari, conferenze, gruppi di studio e di pratica… per anni ho frequentato qualsiasi evento mi capitasse a tiro, girando l’Italia e il resto del mondo in lungo e in largo. Ero una specie di “esoturista”. Inoltre nei gruppi che frequentavo ero di solito uno dei pochi partecipanti di sesso maschile e solitamente uno dei più giovani.

Basta, non volevo più solo “sapere”. Volevo “essere”!!!

Non aveva senso continuare a metter dentro e accumulare informazioni, era ora di tirare fuori la mia essenza, mettere in pratica, sperimentare!

Però c’era così tanto da fare, da scoprire, da provare… E così passavo da un insegnante all’altro, prima il monaco buddista, poi sheikh sufi, lo swami indiano, il cristiano esoterico, il cabalista ebraico, il fisico quantistico e chissà quanti altri ne ho dimenticati lungo il percorso 🙂

Un giorno lo Sheikh sufi mi disse: <<Maximilian, se continui a scavare buche in giro, non troverai mai l’acqua!>>.

<<Caro Sheikh>> – gli risposi – <<a me non interessa trovare l’acqua, la mia passione è scavare buche!!!>>

Tutti questi anni a scavare buche mi sono stati molto preziosi: la cosa più importante che ho scoperto è che non esiste un percorso migliore dell’altro, non esiste una “via” superiore alle altre. Ogni disciplina, ogni culto, ogni scuola misterica condivide le stesse verità e gli stessi insegnamenti. Cambia la forma, ma la sostanza è la stessa.

In definitiva, tutte le strade portano al Sè.

Con il tempo e l’età che avanza, quella smania di scavare buche si è un po’ placata…

Non vado più alla ricerca di risposte nei libri, ma siccome continuo ad amarli, sono diventato socio di una Casa Editrice che tratta tematiche a me care.

Non vado più alla ricerca di maestri, eppure i maestri li trovo dappertutto: in mia moglie, nei miei figli, nel traffico cittadino, all’ufficio postale o all’Agenzia delle Entrate. E sì, un paio di insegnanti in gamba continuo a frequentarli, perché nella vita non si finisce mai di imparare.

La mia pratica quotidiana si è intensificata, eppure l’esercizio più potente si nasconde nei gesti più semplici: ricordarmi di me, respirare consapevolmente, prestare attenzione mentre attraverso una porta o tenere la forchetta con la mano destra anziché la sinistra. La mia stessa Vita è un esercizio quotidiano, un continuo lavoro di miglioramento in cui Osservo, Sperimento, Imparo (grazie Giancarlo per questo aneddoto memorabile!)

Che strana la Vita… Dopo tanto viaggiare in giro per il mondo alla ricerca di tesori nascosti, scopro che il tesoro più prezioso era sepolto dentro di me ed era sempre stato lì!

Il Mantra del giorno: Sapienza ed Esperienza mi conducono all’Essenza

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