Pillola #15: Tutto è sacro, perché niente lo è

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

E’ domenica mattina. Sento suonare le campane della chiesa, che invitano alla messa gli abitanti del paese.

I miei ricordi vanno a un episodio che ho vissuto molti anni fa. Vivevo a Roma e gestivo un centro in cui insegnavo lo Yoga. Il centro era stato fondato da una scuola indiana, poi diventata famosa in tutto il mondo. Ogni centro è presieduto da uno “Swami”, un monaco rinunciatario, secondo la tradizione indiana, che si veste di arancione. Siccome la Swami che gestiva il centro a Roma (un donnone svedese decisamente sovrappeso) doveva assentarsi per qualche mese, era stato dato a me l’incarico di occuparmi del centro.

Oltre a insegnare lo yoga 3 volte al giorno, le mie mansioni principali consistevano nel fare le cerimonie all’alba, durante il giorno e alla sera prima di andare a dormire. Le cerimonie consistevano in complessi rituali in cui dovevo cantare, suonare strumenti, muovere oggetti, ornare statuine con petali di fiori, recitare mantra, meditare e fare offerte di cibo. Una volta alla settimana dovevo fare il bagno nel latte a tutte le statue (molte statue, alcune decisamente pesanti), il tutto sempre accompagnato da un complesso e articolato rituale indiano.

Una delle principali raccomandazioni della Swami era di tenere il cibo e il pentolame che normalmente si utilizzava per il nostro pranzo ben separato dal cibo e dagli utensili per cucinare il Prasad (il cibo sacro che si offre agli Dei durante le cerimonie quotidiane e che poi viene consumato dai devoti).

Questo concetto del Sacro mi ha sempre lasciato molto perplesso e credo che sia la perfetta rappresentazione della nostra umana condizione di “separazione” (diciamo pure “schizofrenia”, visto che l’etimologia della parola significa appunto “mente divisa”).

C’è chi crede che esista un Dio, c’è chi crede che esistano molti Dei, c’è chi crede che esista una Mente o Coscienza Universale, c’è chi crede che non esista nulla di tutto ciò e che la creazione sia frutto di un fenomeno puramente fisico. E ovviamente c’è chi crede in qualsiasi altra cosa gli passi per la testa… probabilmente su questo pianeta esistono almeno 7 miliardi di idee diverse rispetto a Dio e alla Creazione.

I più coerenti sono forse i cosiddetti atei. Partendo dal presupposto che siamo composti dagli stessi atomi che formano le stelle, i pianeti e qualsiasi cosa esistente, non esiste separazione tra noi e la creazione, siamo tutti allo stesso livello, siamo tutti materia. Quindi non esiste sacro o profano.

Quando invece si entra nel campo della religione, iniziano i guai.

Sembra che storicamente il concetto di Sacro nasca  dalla sensazione dell’Uomo di sentirsi separato dal Divino, inteso come Principio Creatore o Entità superiore all’Uomo in termini di potere, conoscenza, longevità, eccetera. Separazione o senso di Ignoranza, Mistero e mancanza di comprensione di tutto ciò che l’Uomo non riesce a spiegarsi e che tende quindi ad attribuire a un Ente superiore, altro da sé e difficilmente accessibile.

Il concetto di Sacro nasce quindi da un bisogno, da una mancanza. L’Uomo ricerca fuori da sé ciò che gli manca o che non riesce a spiegare.

Il senso del Sacro era come una domanda lanciata nell’Infinito. Il problema è che in attesa della risposta, l’Uomo ha colmato questa mancanza Ritualizzando il Sacro con l’equivalente della parola Sanctus, da cui deriva Santo ma anche Sancire e Sanzione.

E così il Sacro viene accuratamente descritto, codificato (sancito, appunto), ritualizzato e separato, isolato da ciò che è ritenuto profano (dal latino Profanus, letteralmente “fuori dal tempio”). E chi non rispetta questa separazione tra Sacro e Profano, utilizzando il Santo come unico intermediario, viene punito (Sanzionato).

Incredibile come le parole creano la nostra realtà, eh? Del resto, in principio era il Verbo

Insomma, quel senso del Sacro che doveva colmare il divario tra l’Uomo e ciò che l’Uomo stesso non comprende, quella domanda lanciata nell’Infinito, è diventato ora il principale motivo di questa separazione e la rafforza, la autoalimenta. Al punto che, quando arriva la risposta dall’Infinito, non siamo più in grado di accoglierla.

E così parliamo di Sacro e Profano, costruiamo barriere, facciamo distinzioni, decidiamo noi cosa a Dio piace e cosa non piace.

Ci siamo letteralmente inventati un Dio.

Il problema è che ognuno se l’è inventato a modo suo e ognuno ha deciso che il proprio Dio è quello vero. E ha deciso che al suo Dio non piacciono gli infedeli che “Profanano” il nome di Dio e i suoi comandamenti (le leggi Sancite).

E così di nuovo il Sanctus, con i suoi riti, le sue regole e le sue sanzioni, diventa lo strumento della Guerra (Santa) contro gli infedeli (profanatori).

Sacro contro Profano.

Caro amico che credi in Dio, che vai in chiesa ogni domenica, che preghi in una moschea o che lavi le statuine con il latte… fai una semplice riflessione: se Dio è il principio Creatore, esso ha creato tutto, ma proprio tutto. Ha creato il giorno e la notte, il tempio e il bordello, la nutella, i brufoli e la dieta, i rutti e le scoregge. E che ti piaccia o no, ha creato anche il Bene e il Male, il Paradiso e l’Inferno, gli assassini e gli stupratori, le malattie, le guerre e la morte. E… sì, ha creato anche il tuo temutissimo Diavolo. Dio ha creato anche la bestemmia, per Dio!

Perché se così non fosse, dovresti ammettere che il tuo Dio non è poi così onnipotente…

O forse, amico mio, Dio e la sua Creazione esistono solo nella mente dell’Uomo.

Siamo esseri di pura percezione. Percepiamo, descriviamo e facciamo inventari. Tutto ciò lo chiamiamo Realtà e su di essa ci accordiamo collettivamente. Ogni giorno la manteniamo in essere e la rinnoviamo attraverso i concetti e le parole, le descrizioni e gli inventari.

Quella che noi chiamiamo Realtà potrebbe non essere altro che una minuscola isoletta nell’oscuro mare della consapevolezza.

Sei ancora certo delle tue certezze?

Il Mantra del giorno: Tutto è sacro, perché niente lo è

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