Pillola #23: cambiare percorso, mantenere la meta

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

Ieri ho camminato a lungo nel bosco.

Stavo cercando un luogo speciale. Un luogo che non conoscevo, in cui mi trovavo per la prima volta.

Non sapevo nemmeno perché lo stavo cercando, né cosa avrei trovato.

Il compito che mi era stato dato era di centrarmi, fare silenzio dentro di me, manifestare l’intento di trovare questo luogo e lasciare che fosse il mio corpo a guidarmi.

Così ho fatto, poi ho iniziato a camminare.

Sento dentro di me una sensazione molto forte. La sensazione di conoscere il luogo in cui devo recarmi. Ho dentro di me la sensazione che proverò trovandomi in quel luogo. La sensazione fisica di ciò che il mio corpo percepirà quando mi troverò là, l’emozione che proverò.

Il mio corpo mi orienta in una direzione ben precisa. Ben presto abbandono il sentiero principale per immergermi nella boscaglia. Sento la direzione. Scorgo una specie di piccolo sentiero, un varco tra la vegetazione. Lo imbocco e sento che mi sto avvicinando alla meta.

Ma d’improvviso la strada è bloccata da fitti cespugli di rovi. Impossibile proseguire. Devo tornare indietro, sul sentiero principale. Ricomincio a camminare.

E di nuovo un’apertura nel groviglio di piante, di nuovo il mio corpo mi spinge in quella direzione. Avanzo in mezzo a cespugli di rovi e rami che mi graffiano il volto e le gambe, finché di nuovo la boscaglia e un muro di rovi mi impediscono di andare oltre. Niente da fare, ancora una volta devo tornare indietro.

Ma le istruzioni sono chiare. Cessare il dialogo interno. Mantenere la mente silenziosa. Non farsi domande. Non dubitare. Ascoltare solo le sensazioni del corpo. Avanzare.

E così ritorno sul sentiero principale, continuo a camminare, con i sensi all’erta e l’ago della mia bussola interiore orientato verso la meta, in attesa di trovare il percorso giusto da seguire.

Ed ecco l’ennesimo varco. Che sia finalmente quello giusto?

Lo seguo e mi addentro nel bosco. Man mano che proseguo, la sensazione fisica di avvicinarmi alla meta si fa sempre più forte, così come il senso di familiarità, come se avessi già percorso questo sentiero in passato e visitato il luogo in cui sono diretto.

Durante il cammino ho una visione nitida e improvvisa di ciò che dovrò fare una volta arrivato alla meta.

La scaccio dalla mente, non voglio pensare a nulla, solo proseguire. Al momento giusto saprò cosa fare.

Ad un tratto arrivo in una radura. La sensazione è molto forte. Sì, potrebbe essere questo il luogo adatto.

Ma… non ne sono del tutto convinto. La sensazione dentro di me non è ancora arrivata al suo apice.

Che fare? Devo fermarmi o proseguire? Ormai si sta facendo tardi, il sole sta per tramontare, non ho più molto tempo.

Resto in silenzio, mi guardo attorno.

Ad un tratto, in lontananza, qualcosa richiama la mia attenzione. Sono foglie che pendono da un ramo basso. Oscillano e vibrano in modo strano, riflettendo la luce del sole verso di me. Il loro sfavillio mi cattura, si aggancia all’area della volontà e mi tira con forza verso quella direzione.

Ricomincio a camminare.

Sì, sto andando nella direzione giusta.

Finalmente, dopo una lunga camminata, arrivo in una piccola radura nascosta dalla vegetazione.

E rimango senza parole.

La radura è illuminata dalla calda luce del sole. Un albero a forma di arco, ricoperto di edera rampicante, la sovrasta, come un varco verso un’altra dimensione. Sotto di esso un piccolo rivolo d’acqua.

La sensazione è al suo culmine. Ho raggiunto la mia meta.

Resto in silenzio per qualche istante a contemplare. Tutto è perfetto, tutto è in armonia.

So cosa devo fare e lo faccio senza esitazione.

Dopodiché ritorno sui miei passi e mi riunisco al gruppo con un tempismo perfetto.

Da questa esperienza ho tratto molti insegnamenti preziosi.

Uno fra tutti: spesso nella Vita inseguiamo una meta importante, sentiamo dove vogliamo arrivare, anche se non lo vediamo con chiarezza e non abbiamo idea di cosa faremo una volta arrivati là. Ci lasciamo guidare dalle sensazioni, dai segni, dalle intuizioni. Eppure spesso ci capita di sbagliare strada, di trovarci in un vicolo cieco. A volte ci sembra di percorrere una direzione che ci allontana dalla meta.

Spesso la mente cerca di sabotarci. Instilla dei dubbi, ci fa scoraggiare, ci suggerisce di fermarci perché abbiamo già fatto tanta fatica ed è meglio accontentarsi, che forse quella meta non esiste… anche se la nostra sensazione ci dice che non siamo ancora arrivati a destinazione, ma che la meta è vicina.

Cambiare percorso costa sacrificio, ma spesso è necessario. Questo non va interpretato come un fallimento. Nella vita il percorso più breve tra due punti non è quasi mai una linea retta.

Avere il coraggio di ammettere che la direzione è sbagliata e tornare sui nostri passi, a volte è la scelta più importante della nostra Vita, quella che realmente ci avvicina alla Meta.

Perseverare per orgoglio e testardaggine, d’altro canto, rischia di portarci in una situazione in cui rimaniamo prigionieri dei rovi e non possiamo più né avanzare, né indietreggiare, facendoci molto male (letteralmente rovi-nandoci la vita).

Anche se la meta sembra a un passo di distanza, a volte è meglio cambiare percorso.

L’importante è mantenere l’intento inflessibile di raggiungere la meta.

Il Mantra del giorno: cambiare percorso, mantenere la meta

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