Pillola #13: Occhio non vede, Cuore non duole

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

Da molti anni ho fatto la scelta di non guardare la televisione. Non è stata una proibizione o un sacrificio imposto, semplicemente il televisore era diventato una presenza inutile, ingombrante e non gradita all’interno della mia casa. Così ce ne siamo liberati e nessuno lo rimpiange (anche se la Rai continua ad implorarmi ogni anno di pagarle il pizzo, ahem, il canone). Per ogni emergenza c’è sempre il computer (o il tablet).

La scelta non è derivata solo dalla qualità dei programmi trasmessi (vera e propria spazzatura). Né dall’inutilità di dover guardare un programma deciso da altri, quando posso scegliere io cosa guardare (ad esempio noleggiando un film o guardando un documentario su youtube).

Il motivo principale è l’effetto ipnotico e “risucchiante” che ha la televisione. Una vera e propria droga.

Anche io sono cresciuto a pane e televisione. In casa mia era sempre accesa, dalla mattina alla sera tardi. Io stesso passavo almeno 3-4 ore al giorno a guardare cartoni animati giapponesi e telefilm americani, un tempo quasi equivalente a quello passato a scuola. Eh sì, la televisione è una seconda scuola, ci educa con i suoi messaggi ipnotici, ripetuti decine di volte al giorno per migliaia di giorni consecutivi. Ma quello che impariamo dalla televisione è tutt’altro che utile: la tv ci trasmette la sua visione del mondo e della società, la imprime in profondità dentro di noi. Complice la tecnologia: più alta è la definizione degli schermi moderni, più informazioni arrivano al nostro cervello, stimolando sempre più l’attività neuronale e attirando con più forza la nostra attenzione.

Me ne accorgo quando entro in casa di amici o parenti: la televisione è sempre accesa, anche se nessuno la guarda. La sua presenza è costante, è come un membro della famiglia, che però non tace mai e continua a raccontarci la sua visione del mondo, anche quando nessuno l’ascolta. Se tento di fare due chiacchiere, la tv mi sovrasta. E io stesso, se incrocio malauguratamente lo sguardo con la televisione, subito vengo calamitato e trattenuto dal susseguirsi frenetico delle sue immagini.

Il beneficio principale di non avere la televisione è ovvio: si ha tutto il tempo a disposizione per parlare con gli altri membri della famiglia. Oppure per leggere, giocare con i bimbi, farsi un massaggio, stare in silenzio a contemplare o meditare.

L’altro beneficio immediato è quello di liberarsi da una vera e propria piaga dell’umanità civilizzata: il TELEGIORNALE.

Il telegiornale è la cosa più mostruosa, malvagia e aberrante mai architettata dalla mente umana (ok, sto esagerando, ma è per creare il giusto pathos).

Ogni giorno, guarda caso sempre a colazione, pranzo, merenda e cena, mentre stiamo mangiando, ci rimpinziamo di brutte notizie, omicidi, scandali, corruzioni, crimini, drammi e ogni tanto qualche sciocchezza con panna. Che effetto ci fa assorbire ogni giorno ansia, paura, odio, rabbia, tristezza e pessimismo, proprio mentre stiamo ingerendo il cibo necessario alla nostra sopravvivenza? Che tipo di nutrimento stiamo assimilando?

Da molti anni ho deciso di eliminare qualsiasi forma di informazione tossica e negativa. Non guardo i telegiornali, non leggo i quotidiani e non ascolto i giornali radio (che dicono tutti le stesse cose con la stessa modalità negativa).

Alcune persone mi dicono che sono un pazzo, che non si può vivere senza essere informati, come se fosse l’obbligo e il dovere di ogni bravo cittadino. Mi dicono che vivo fuori dal mondo. E che sono troppo sensibile, perché una persona normale può gustarsi un’ottima cena anche mentre guarda un film horror pieno di violenza e mostruosità.

E’ vero, dopo essermi disintossicato sono diventato ipersensibile. E sto bene così, grazie 🙂

Riguardo all’essere informati, basta farsi un giretto su internet per rendersi conto che il mondo è molto diverso da come ce lo raccontano tv, radio e giornali. Ci sono tantissime prove che dimostrano come l’informazione ufficiale sia spesso artefatta e manipolata. Chi guarda la tv e legge i giornali pensa di essere informato e invece è solo indottrinato.

Non sto dicendo che internet sia una fonte attendibile. Tutt’altro. Ma il vantaggio di internet è che ognuno può dire la sua, quindi se non altro esiste una vera pluralità dell’informazione. E qui viene il bello: mentre la televisione e i giornali ti indottrinano imponendoti una visione artefatta del mondo, su internet sei costretto a discernere, farti domande, mettere tutto in discussione e unire i puntini per farti una tua idea di come stanno le cose.

Ok, so che questo richiede uno sforzo, proprio come richiede uno sforzo scegliere ingredienti di qualità e cucinare il proprio cibo anziché prendere cibo in scatola preparato a livello industriale.

E non ti sto consigliando di sostituire la dipendenza da informazione televisiva con internet. E’ come smettere di fumare le sigarette e poi pipparsi tutto il giorno quei ridicoli aggeggi chiamati “sigaretta elettronica”. Per me la vera differenza è stata smettere di informarmi in modo compulsivo.

La verità è che siamo indotti a preoccuparci di tutto quello che succede nel mondo, come se saperlo potesse cambiare le cose.

L’unico risultato concreto è che siamo costantemente in uno stato di ansia e preoccupazione, in cui sprechiamo energia inutilmente. Abbiamo troppe cose per la testa (informazioni inutili, che non sappiamo come gestire) e questa “globalità dell’informazione” ci allontana dal nostro vissuto locale, dal nostro qui e ora. Conosco persone che sanno “tutto” ciò che accade in Siria (o almeno pensano di saperlo), ma ignorano quello che accade nel loro quartiere o che scelte sta facendo il sindaco del loro comune.

Oggi ti propongo un esercizio: per una settimana spegni la televisione, evita di ascoltare le notizie di tv, radio, giornali e internet. Prova a vedere che effetto fa stare per una settimana nel mondo reale, senza qualcuno o qualcosa che costantemente ti racconta come stanno le cose. Poi se ti va raccontami com’è andata.

Buona Vita!

Il Mantra del giorno: Occhio non vede, Cuore non duole

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