Pillola #12: Questo è il migliore dei mondi possibili

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

Ok, due ore fa ero dalla mia commercialista e stavo dicendo l’esatto contrario. Facevo l’italiano medio, mi lamentavo del paese in cui vivo (a volte ricado nel personaggio, che vuoi farci…)

Ultimamente mi capita di sentire i miei amici che sono emigrati all’estero negli ultimi anni, ascoltare i loro racconti di come tutto all’estero funzioni meravigliosamente bene, con una logica e un equilibrio. E inevitabilmente faccio il paragone con l’Italia e le sue perverse macchinazioni. Del resto, si sa, l’erba del vicino è sempre più verde, non c’è più la mezza stagione e si stava meglio quando si stava peggio.

Luoghi comuni.

La verità è che ogni giorno migliaia di persone tentano di entrare in Italia, più o meno legittimamente, per sfuggire a una condizione di disagio e andare in cerca di qualcosa di meglio.

E ogni giorno migliaia di persone cercano di andare via dall’Italia, per gli stessi motivi.

Ovviamente c’è chi sta veramente peggio di noi, ma in tutto questo ci vedo una costante…

Gli animali da sempre adottano strategie per la sopravvivenza, tra cui la migrazione. E anche l’essere umano ha adottato questo tipo di strategia, dall’alba dei tempi.

Questo tipo di comportamento era finalizzato alla sopravvivenza e gli esseri viventi seguivano i mutamenti dell’ambiente e del clima, senza influenzarli.

Certo, per chi fugge da una guerra o dalla fame, è ancora una questione di sopravvivenza. Ma per chi ha già la sopravvivenza garantita, questo non basta più. Si vuole stare meglio, sempre meglio. E così si va a cercare il meglio altrove, dove (in teoria) è più facile ottenerlo.

Solo che viviamo in un mondo che sta diventando sempre più stretto… tutti vorrebbero il meglio, ma non tutti ce la fanno a raggiungerlo. E chi lo raggiunge, non necessariamente si preoccupa di preservarlo: lo usa, lo trasforma, lo consuma…

Quando vedo gli africani agli angoli delle strade che mi rincorrono tentando di vendermi accendini o fazzoletti in cambio di una monetina, sono davvero più felici? Hanno davvero realizzato il loro sogno? E i cinesi che lavorano abusivamente nei maglifici? I pakistani che fanno gli autotrasportatori, 14 ore al giorno su un furgone? E gli italiani all’estero? Sono davvero tutti più felici?

Non sarà che ovunque andiamo ci portiamo dietro la vera causa della nostra sofferenza, cioè la nostra mente, il nostro personaggio con tutti i suoi drammi?

Andare o restare non è il vero problema, non è da questo che dipende la nostra felicità. Se ciò che inseguiamo è il benessere materiale, una tassazione agevolata, una burocrazia semplificata, avventure senza confini o paesaggi mozzafiato, di sicuro da qualche parte li troveremo. Saperne gioire dipenderà da noi, così come dipenderà da noi affrontare con il giusto spirito gli imprevisti che la vita ci pone di fronte, le scelte da fare, gli ostacoli da superare.

A volte il vero conflitto, la vera sofferenza, non stanno nell’andare o nel restare, ma nel decidere. Vorrei, ma non posso. Potrei, ma non voglio.

Quando la decisione è definitivamente presa, tutto scorre. La sofferenza nasce quando ci torturiamo nell’indecisione, nell’insoddisfazione, nel desiderare qualcosa che non siamo pronti ad ottenere o nel rifiutare qualcosa che non siamo disposti a cambiare.

Il mondo è il nostro palcoscenico. In esso creiamo la nostra gioia e il nostro dramma, recitiamo la nostra parte. Andare o restare fa parte del copione che scriviamo noi stessi.

Non esiste una storia migliore di un’altra: ogni storia è unica e originale.

Non esiste un luogo migliore di un altro: ogni luogo è il luogo giusto per mettere in scena la nostra vita.

Viviamo davvero nel migliore dei mondi possibili, l’unico che esiste: il qui e ora.

Enjoy your stay!

Il Mantra del giorno: Questo è il migliore dei mondi possibili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *