Pillola #11: Sposto l’attenzione per cambiare direzione

MaximilianPillole di GuarigioiaLeave a Comment

Ti è mai capitato di essere in autostrada, alla guida della tua automobile in un giorno di pioggia, mentre stai per sorpassare uno di quei bestioni con rimorchio alti 4 metri?

In questi casi, la prima regola è: guardare sempre fisso di fronte a sé e MAI FISSARE LE RUOTE DEL CAMION. Altrimenti corri il rischio di finirci addosso!

Oppure hai presente quelle nonne super apprensive che osservano i nipotini giocare e ogni 5 minuti gridano: GUARDA CHE INCIAMPI! STAI PER CADERE! ODDIO CADI!!! ECCO E’ CADUTO, LO SAPEVO…

Non è questione di “essere preveggenti” (come si vantano le nonne) o di “portare sfiga” (come le accusano i figli).

La nostra mente funziona proprio così. Andiamo nella direzione in cui fissiamo la nostra attenzione. Questo effetto si intensifica quando siamo emotivamente coinvolti (ad esempio durante un sorpasso o mentre siamo concentrati nel gioco).

Questo è uno dei principali ostacoli al cambiamento e il motivo per cui ricadiamo costantemente negli stessi errori e indulgiamo nelle solite abitudini.

La nostra attenzione è fissata nello stesso punto e noi ci muoviamo con il pilota automatico.

Hai mai tentato di cambiare una abitudine o di liberarti da un vizio?

Ad esempio: da oggi vuoi smettere di mangiare i dolci. E così per tutto il giorno continui a ripeterti: “oggi non mangerò dolci, oggi non mangerò dolci…”, come un mantra.

Risultato? Lo sforzo è durissimo, la tua mente non fa altro che pensare ai dolci e alla fine della giornata ne hai mangiati più del solito… ma perché???

Semplice, ripetendo a te stesso quel mantra, continui a portare l’attenzione ai dolci. Si dice che l’inconscio non sappia interpretare i “NON”. E’ un modo un po’ superficiale di spiegare il fenomeno, ma rende bene l’idea. In realtà stai portando attenzione al problema e non alla soluzione.

Sarebbe sicuramente più efficace portare attenzione a preparare un pranzo talmente buono, gustoso e nutriente che alla fine non ti viene più voglia di mangiare dolci. E se durante la giornata ti viene voglia di fare uno spuntino a base di dolcetti? Piccolo suggerimento… prova ad osservare in quale momento della giornata arriva lo stimolo di voler mangiare un dolce. Mentre stai lavorando e non ne puoi più? Dopo che hai avuto uno scambio poco piacevole con un collega di lavoro o in famiglia? O quando hai provato una certa emozione?

Questo è un altro meccanismo importante da conoscere: la nostra attenzione è come un treno sui binari. Un certo stimolo provoca sempre la solita reazione. Hai improvvisamente voglia di mangiare dolci, ma non è veramente un dolce quello che vuoi. In realtà stai cercando di compensare un’emozione o uno stato d’animo che non ha nulla a che fare con il cibo, ma ormai si è creata questa associazione di idee, questo binario e ogni volta ci ricadi dentro, meccanicamente.

Piuttosto che impedirti di mangiare dolci, sarebbe più utile risolvere il problema che scatena la voglia di dolci, affrontandolo nel modo corretto (perché purtroppo mangiare dolci non risolve i problemi…)

Un altro problema, ben più subdolo e grave, riguarda i messaggi che ci vengono impiantati quando siamo ancora bambini e che si radicano fortemente in noi, condizionando la nostra vita fino alla morte.

Pierino è a scuola, sta facendo un disegno con gli acquerelli, totalmente concentrato in quello che fa, quando improvvisamente urta il contenitore di vetro che contiene l’acqua ed esso cade a terra andando in mille pezzi. E subito la maestra gli urla: “Pierino, sei il solito maldestro!”

Siccome la maestra è una autorità e un punto di riferimento, quello che dice deve essere necessariamente vero. Da questo momento in poi Pierino percepirà se stesso come maldestro e la sua attenzione si aggancerà a questa immagine di sé, riconfermandola per tutta la vita.

Povero Pierino!

Eppure basterebbe rimuovere questa convinzione portando attenzione ad altro, ad esempio ai nostri talenti inespressi. Quindi non servirà a nulla ripetersi “non sono maldestro, non sono maldestro…” (il solito mantra). Meglio concentrarsi sulle mete da raggiungere, piuttosto che sugli ostacoli da superare.

E quindi, se vediamo nostro figlio che sta compiendo una manovra particolarmente spericolata, totalmente concentrato sul successo dell’impresa, anziché sabotarlo gridando “ATTENTO CHE CADIIII !!!”, proviamo a sostenerlo con tutto il nostro essere e la nostra intenzione, senza interferire verbalmente. E se necessario portiamoci a distanza di sicurezza, per intervenire al momento opportuno e scongiurare un potenziale pericolo, ma con discrezione e sempre concentrati sull’esito positivo dell’impresa del nostro cucciolo.

Lo so, c’è da trattenere il fiato e fermare il cuore, a me capita in continuazione… ma in compenso vedo i miei figli sviluppare sempre più fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, dando al pericolo il giusto valore… e ormai se la cavano sempre bene!

Il Mantra del giorno: Sposto l’attenzione per cambiare direzione

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